Cancro della Prostata

Il tumore della prostata rappresenta circa il 20% di tutte le neoplasie diagnosticate tra gli uomini a partire dai 50 anni di età.
L’incidenza del tumore prostatico ha mostrato negli ultimi anni una costante tendenza all’aumento, in particolar modo intorno al 2000, grazie alla diffusione del test del PSA.
Si attende quindi un moderato e costante incremento anche per i prossimi decenni: se per il 2012 si sono stimati circa 36.000 nuovi casi, nel 2020 saranno 44.000 e circa 52.000 nel 2030. La sopravvivenza dei pazienti con carcinoma alla prostata è attualmente dell’88% a 5 anni dalla diagnosi, in costante e sensibile crescita. Il principale fattore correlato a questa tendenza temporale è dato dall’anticipazione diagnostica e dalla progressiva diffusione dello screening “spontaneo”, che comporta evidentemente una quota di sovradiagnosi.

SINTOMI
Il tumore della prostata nelle sue fasi iniziali di sviluppo è totalmente asintomatico e per questa ragione la diagnosi precoce risulta difficile.
Al crescere della massa tumorale cominciano i sintomi tipici della malattia. Difficoltà nella minzione -specialmente l’inizio-, bisogno di urinare frequentemente, sensazione di mancato svuotamento della vescica e presenza di sangue nelle urine o nello sperma sono sintomi
tipici di una possibile neoplasia.

Tali sintomi però possono essere collegati anche a problemi prostatici di natura benigna come, ad esempio, l’ipertrofia prostatica. Ecco perché in caso di sintomi del genere è opportuna una visita specialistica per poter valutare al meglio l’origine del disturbo. Il tumore della prostata cresce spesso lentamente e per tale motivo i sintomi possono rimanere assenti per molti anni.
E’ dunque fondamentale eseguire almeno una volta l’anno una visita specialistica con l’esecuzione di un prelievo per il Psa al fine di diagnosticare il più precocemente possibile un cancro prostatico.

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